Malattia di Legg-Calvé-Perthes nel cane

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Malattia di legg-perthes-calvè

Altri nomi: necrosi asettica della testa del femore, malattia di Calve-Perthes

La malattia di Legg-Calvé-Perthes è una malattia dell’anca causata dalla necrosi progressiva della testa del femore. Ciò provoca la rottura o la deformazione della cartilagine circostante, provocando dolore e zoppia nel tuo cane.

Sebbene non sia fatale, può compromettere notevolmente la qualità della vita del tuo compagno. In questo articolo vi illustreremo questa patologia e vi daremo consigli su come intervenire.

Cause della necrosi femorale

Gli specialisti non sono in grado di dire esattamente cosa causa la necrosi. Diversi ricercatori, tuttavia, suggeriscono che potrebbe essere causata da un insufficiente apporto di sangue alla testa del femore.

Ci sono alcuni motivi per cui il tuo cane potrebbe contrarre questa malattia.

Cause genetiche: la malattia di Legg-Calvé-Certhes è molto comune nelle razze di taglia piccola, in particolare nei terrier. È un difetto ereditario che colpisce sia le femmine che i maschi. Ecco alcuni esemplari a rischio:

Barboncino
Carlino
Chihuahua
Jack Russell Terrier
Pomerania
Bassotto
Terrier gallese
West Highland White Terrier
Yorkshire Terrier

Età: la malattia compare in giovane età, di solito tra 4 mesi e un anno.

Trauma: la necrosi può verificarsi anche a seguito di una frattura della testa del femore.

Sintomi della malattia

Vedere il tuo compagno zoppicare dovrebbe essere un campanello d’allarme. Tuttavia, esistono anche altri segni clinici che accompagnano questo disturbo articolare:

  • Irritabilità
  • Rigidità dell’anca compromessa (l’85% delle necrosi è unilaterale)
  • Atrofia muscolare progressiva
  • Dolore durante i movimenti e difficoltà a distendere la zampa
  • Rumori durante la manipolazione dell’anca

Se affetto da questo disturbo articolare, nel giro di pochi mesi, il tuo cane potrebbe non essere in grado di sostenersi sulla sua zampa affetta.

La diagnosi

È importante consultare il veterinario per arrivare a una diagnosi certa di questa patologia. Effettuerà esami clinici per valutare la situazione e, se le probabilità sono alte, potrà poi effettuare una radiografia per valutare meglio il danno all’anca.

Le radiografie possono rivelare i diversi stadi della deformità. Quando la testa del femore è congruente e non deformata, è possibile ricorrere a un trattamento conservativo per mantenere l’anca in posizione corretta e limitare i danni fino all’età di un anno. Quando la testa del femore è deformata, la chirurgia rimane l’opzione migliore.

Trattamento della malattia di Legg-Calvé-Perthes

Trattamento conservativo: è possibile tenere il proprio compagno in gabbia e farlo uscire solo per poco tempo e per la fisioterapia. È una soluzione difficile ma può avere successo quando la malattia non è molto avanzata. La salute dell’animale sarà controllata mensilmente fino all’età di 1 anno per monitorarne le condizioni o fino alla risoluzione del problema.

Trattamento chirurgico: sono possibili due interventi chirurgici quando questa patologia è in fase troppo avanzata. Si può prima procedere ad una resezione della testa e del collo del femore. È un intervento che mira a rimuovere il tessuto anormale e restituire benessere all’animale. Per riportare l’anca al 100%, della mobilità invece, può essere indicata l’applicazione di una protesi.

In genere l’approccio chirurgico dà buoni risultati, anche se è costoso. Potrebbe rimanere una piccola zoppia, soprattutto dopo un intenso esercizio fisico, ma il miglioramento delle condizioni del cane sarà notevole. Dovrà essere abbinato a un programma di fisioterapia che può durare fino a sei mesi e a controlli medici regolari, a seconda di quanto stabilito dal veterinario.

Nota: i nostri articoli sulla salute degli animali non sostituiscono in alcun modo l’esperienza o la diagnosi di un veterinario. Il loro scopo è rendere pubbliche le informazioni mediche, aiutarti a fare scelte responsabili e comprendere meglio le implicazioni di ogni problema di salute.

Crediti fotografici: Filip Kruchlik da Pixabay